23 aprile 2018

Mercato Globale

Il futuro non si aspetta, si prepara!

«Il nostro obiettivo costante è quello di sviluppare ogni tipo di sinergia possibile, e creare le migliori condizioni operative per le imprese italiane che vogliono internazionalizzarsi» questo l’impegno ribadito dal Presidente di Confimprese Turismo Italia Giuseppe Sarnella, durante il convegno alla Camera di
Commercio di Roma che ha visto riunite oltre 30 delegazioni diplomatiche e tutte le Agenzie che sono chiamate a promuovere e tutelare il Made in Italy.

Oggetto della discussione: le micro, piccole e medie imprese, che ancora oggi rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. Ad introdurre i lavori, il Segretario generale di Confimprese Roma Capitale, Fabio Desideri che ha fissato i punti principali di interesse per le imprese. La prospettiva è quella di creare le condizioni di un meno complesso, approccio a questa realtà, che potrebbe ridare al made in Italy il suo giusto ruolo nello scacchiere mondiale.
La sfida della globalizzazione si è fatta ormai ineludibile nella società in cui
viviamo; è per questo che anche le imprese italiane devono cominciare a competere nei mercati internazionali.

Non hanno speranza di vincere però, se non saranno accompagnate, se non saranno forniti gli strumenti di cui hanno bisogno per crescere e per competere, perché è proprio la competitività il fattore disciminante nei mercati internazionali, nei quali solamente le realtà economiche e produttive in cui si è creata una rete efficace e sinergica hanno avuto la possibilità di interpretare un ruolo attivo, in grado di concretizzare sviluppo e
business di qualità.

Da troppi anni le imprese affrontano carenze strutturali, di contesto nazionale e internazionale e si sono impegnate quindi, in processi lunghi e faticosi di ristrutturazione patrimoniale, economica e finanziaria. Le imprese italiane soffrono: oltre 1000 aziende al giorno sono costrette alla chiusura, provocando un ampio disagio sociale.

Bisogna cominciare ad agire sulla linea del motto “Il futuro non si aspetta, si prepara”, seguendo l’esempio degli imprenditori che continuano ad operare nonostante il periodo di crisi finanziaria e convincendosi che, con il giusto appoggio, anche il nostro sistema economico può arrivare a competere sul mercato globale, poiché caratterizzato dai prodotti adatti per quantità e qualità.

L’indagine del Centro Studi di Confimprese Turismo

I dati estrapolati  dal Centro Studi di Confimprese Turismo Italia fanno emergere alcuni ritardi delle nostre migliori strutture ricettive – sottolinea il presidente Giuseppe Sarnella – Rivolgersi ad una determinata clientela attraverso la propria lingua di riferimento può aiutare a migliorare la qualità dei servizi e perché no, contribuire ad aumentare prenotazioni, presenze e feedback positivi”,

Quasi la metà dei migliori alberghi 5 stelle italiani non presenta nel proprio sito la versione in lingua russa, cinese, araba, giapponese e portoghese. È quanto emerge da una indagine condotta dal Centro Studi di Confimprese Turismo Italia sui migliori 280 alberghi italiani.

Parliamo di cinque lingue che rappresentano mercati fondamentali per il turismo italiano. Alcuni, come il russo e il giapponese, sono da sempre clientela di riferimento dei nostri alberghi di lusso, ma altri come il cinese, il portoghese e l’arabo rappresentano segmenti di mercato sempre più in espansione.

Il 47,8% degli alberghi presi in considerazione non ha nei propri siti nessuna di queste cinque lingue. Una carenza grave che non aiuta di certo ad essere attrattivi e a raccontare al meglio le bellezze del nostro paese.

Dall’indagine emerge che solo il 48,2% (135 strutture sulle 280 prese in esame ) degli alberghi di lusso italiani ha nel proprio sito indicazioni e informazioni in lingua russa, percentuale più bassa invece per quanto riguarda la lingua cinese presente solo nel 20,7% degli hotel ( 58 su 280).

Sorprende negativamente che solo il 17,5% dei migliori 5 stelle italiani possa rivolgersi direttamente in portoghese una lingua che non riguarda solo il Portogallo ma anche al Brasile, paese emergente e con grosse potenzialità per l’incoming turistico.

Il 12,5% degli hotel inseriti nella ricerca di Confimprese Turismo ha riferimenti in lingua araba mentre la lingua meno frequente è il giapponese presente solo nel 5% dei migliori alberghi italiani. Da considerare inoltre che soltanto l’8,6% delle strutture prese in esame ha le cinque lingue presenti nel proprio portale.

Sono gli alberghi della Lombardia e quelli della regione Lazio le migliori per quanto riguarda l’offerta multilingue. «Non possiamo chiedere alle piccole strutture di avere nel proprio sito internet informazioni in lingua araba o in lingua cinese, ma ce lo aspettiamo dalle strutture di lusso che ospitano questa clientela abitualmente. Anche curando questi aspetti si può migliorare il prodotto “Italia” – conclude il presidente Sarnella – Il turismo italiano vive una stagione difficile, la concorrenza degli altri paesi è forte e l’Italia, pur rimanendo uno dei paesi più apprezzati al mondo, perde quote di mercato. Bisogna curare anche questi particolari per cercare di invertire la tendenza».