Italia, la meta più sognata al mondo


Dalla ricerca “Be-Italy”, condotta da IPSOS con l’obiettivo di indagare il brand Italia in 18 Paesi del mondo, emerge che il 37% degli intervistati ha risposto “Italia” alla domanda “Dove andresti in vacanza se vincessi un viaggio?”: una percentuale che mette il Belpaese al primo posto, davanti a Stati Uniti e Australia, scelti rispettivamente dal 32 e 31%, e che dimostra una volta di più come l’Italia eserciti un fascino unico sui viaggiatori stranieri.

Inoltre, l’Italia è anche il primo Paese al mondo che viene associato a qualità della vita, creatività e inventiva, davanti a Canada, Australia, Cina e Stati Uniti. I dati emergono dall’indagine “Be-Italy” condotta dall’istituto di ricerca IPSOS, che ha indagato la percezione e l’immagine dell’Italia in 18 Paesi stranieri con una survey di 500 interviste online per paese, di cui 200 a ceti elevati.

«Un dato sicuramente positivo – ha commentato Giovanni Bastianelli, Direttore esecutivo di ENIT,  l’Agenzia Nazionale del Turismo- è quello del consolidamento della domanda da parte dei mercati maturi e dell’elevato potenziale di sviluppo che si sta esprimendo a livello di prospect. Nello stesso tempo stiamo assistendo a un’evoluzione strutturale dell’industria turistica e della modalità di fruizione del Paese Italia. Il profilo del Brand Italia – ha sottolineato Bastianelli – viene valorizzato grazie all’associazione a nuovi valori che si vogliono vivere soggiornando nel Bel Paese: il radicamento identitario, la forza inclusiva, il territorio, l’italian way of life, il food, la dimensione slow. Occorre dunque proseguire nella direzione di fare fronte ad una nuova tipologia di domanda, la differenziazione dell’offerta, e l’accelerazione della leva della commercializzazione. Solo così l’Italia può mantenere e accrescere il ruolo di main player a livello globale».

Il nostro Paese, si legge ancora nella ricerca, è il terzo più conosciuto al Mondo (45% sul totale della popolazione mondiale) dopo USA (49%) e UK (47%). I ceti elevati hanno maggiore conoscenza dell’Italia (65%). La Germania fa registrare il più alto tasso di conoscenza della Penisola (21%), superando Francia (18%), Regno Unito (16%), Usa (16%) e India (15%).

«Quando si parla di turismo – ha dichiarato il consigliere ENIT Fabio Maria Lazzerinimi piace dire che l’Italia è una superpotenza, grazie soprattutto alla sua capacità di stupire continuamente. I dati continuano a registrare un trend positivo, questo perché, aldilà dell’immenso patrimonio artistico, naturale e culturale, ciò che il turista trova in Italia non c’è da nessun’altra parte al mondo: l’Italian Way of Life, il piacere di fermarsi e assaporare uno stile di vita unico. In questo contesto abbiamo un lavoro importante da portare avanti: quello di bilanciare e gestire i flussi, promuovendo nuovi itinerari al di fuori delle destinazioni più tradizionali e affollate, sfruttando in sinergia tutti i cluster che abbiamo individuato».

Una scelta strategica precisa, quella di ENIT, nata dalla volontà di mettere a sistema le straordinarie eccellenze italiane, per promuovere il “prodotto Italia” attraverso la valorizzazione di paesaggi, borghi, cultura diffusa, tradizioni, stile di vita ed enogastronomia. Un elemento, quest’ultimo, che sarà centrale per la promozione dell’Italia nel 2018, anno che il Ministro ha deciso di dedicare al cibo e al vino italiano con l’obiettivo, fra l’altro, di attirare un turismo “lento” ed esperienziale, fatto di viaggiatori che vogliono scoprire prodotti tipici e bellezze nascoste.

Sempre secondo la ricerca IPSOS “Be-Italy”, i turisti stranieri mettono l’Italia al primo posto per qualità della vita, creatività e inventiva, mentre l’offerta enogastronomica rappresenta ormai una primaria motivazione di viaggio (è citata dal 48% degli intervistati), sullo stesso livello di città d’arte e monumenti (scelti rispettivamente dal 49 e dal 48%).

La cucina, del resto, è il primo aspetto che viene associato all’Italia (secondo il 23% degli intervistati), seguita a debita distanza da monumenti e moda (entrambi al 16%): un risultato che conferma i dati di Food Travel Monitor, secondo cui l’Italia è al primo posto al mondo come destinazione enogastronomica.

Il turismo è un comparto fondamentale per l’economia italiana: nel 2016 ha infatti avuto un impatto del 12,6% sull’occupazione e dell’11,1% sul PIL nazionale. E grazie all’estate da record appena trascorsa, le stime relative all’incidenza sul PIL 2017 prevedono un’ulteriore crescita del 2,4%.

A livello di presenze totali i dati del primo semestre 2017 confermano il trend positivo, non solo in valori assoluti ma anche relativi: l’Italia cresce infatti più degli altri Paesi europei, facendo registrare un +11,8% rispetto allo stesso periodo del 2016 (fonte: Eurostat, Main Table, Tourism).

Altro dato significativo è il primato dell’Italia fra le mete europee dell’area Schengen per il turismo a lungo raggio: un viaggiatore su quattro che viene in Europa sceglie l’Italia (fonte: EUROSTAT – Database – Tourism), e nel 2016 sono state oltre 39,7 milioni le presenze di turisti provenienti dai Paesi extra UE.

Per quanto riguarda la web reputation, infine, il sentiment nei confronti dell’Italia si conferma largamente positivo (83,9%, in crescita dell’1,5% rispetto al periodo 2015/16) e il food è l’area discorsiva che fa segnare il più alto indice di positività delle conversazioni.

«Il piano strategico del Turismo che guiderà il nostro lavoro nei prossimi anni – ha dichiarato il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini – si basa sulla necessità di governare la crescita di un settore in grande sviluppo: un ottimo lavoro è stato fatto nel 2017 con l’anno dei borghi, abbiamo appena presentato il portale dei cammini e il 2019 sarà l’anno del turismo lento, un ulteriore modo – ha concluso il Ministro – per valorizzare i territori italiani meno conosciuti dal turismo internazionale e rilanciarli in chiave sostenibile».

«Siamo da sempre impegnati per sostenere e promuovere il meglio dell’offerta turistica italiana, per dare ulteriore forza e visibilità all’Italia come meta più ambita al mondo – sottolinea Giuseppe Sarnella, presidente di Confimprese Turismo Italia – Fondamentale che questo percorso sia sostenuto con spirito collaborativo e in piena sinergia tra istituzioni pubbliche e imprese private. Solo in questo modo si può lavorare remando tutti insieme nella stessa direzione per raggiungere obiettivi comuni e ambiziosi, in grado di attrarre viaggiatori che vogliono scoprire prodotti tipici e bellezze nascoste del nostro meraviglioso Paese».

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